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Brno pagelle


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Rossi, 10 e lode

E’ vero che con Stoner non deve lottare, ma è un po’ come se lo facesse. A distanza. Stampa tempi che sono copie fotostatiche di quelli dell’australiano, fa dimenticare che in prova aveva decimi di ritardo sul passo. E a Stoner le informazioni arrivano, lavorano, scavano: Rossi va come il vento.

Staccati l’uno dall’altro perché Hopkins si è messo legittimamente in mezzo per cinque curve, Rossi e Stoner fanno un altro mestiere, girano due secondi più forte di chiunque altro. Un ritmo non sostenibile. Per Rossi sì. La moto va bene, Valentino sta bene, è tornato il fuoriclasse che conoscevamo, che forse ha trovato anche la maniera di mettere in difficoltà un avversario difficile e tosto come il ducatista.

Stoner, 5

Tra una caduta e una vittoria a volte c’è giusto un millimetro di gomma. Quello che a Brno gli è stato fatale. Un millimetro di gomma che contiene un monte di cose. Stoner ha sentito la pressione di Laguna Seca, ha sentito la pressione che gli arrivava dalla tabella. Mi sa che stavolta le ha sentite sì. Peccato perché la sua caduta che è frutto di un “big mistake” (un grande errore) lo taglia forse via del tutto dalla lotta per il mondiale. Il fatto che sia il primo errore è una consolazione così magra da risultare evanescente. Si è fidato di una gomma che non era del tutto sincera, ma la fuga da Rossi che una volta era un mestiere facile a Brno sembrava un impegno che genera sofferenza.

Elias, 9

Ha mangiato pane e tigre o si è messo sereno sapendo che l’anno prossimo non è più con la Ducati e passerà alla Kawasaki? Una gara in progressione con la sua guida senza moto sotto riesce una volta ogni tanto. Questa volta gli è riuscita come l’Elias dei vecchi tempi. Ma per Bridgestone Brno è una pista davvero speciale, forse troppo.

Capirossi, 8.5

Il primo podio di Loris con la Suzuki fa di lui il vero pilota buono per ogni moto. Riesce a lottare, ad attaccare per il podio e a difenderlo quando lo ottiene. E son vent’anni che corre, con il piglio e il coraggio di un ragazzino di 16. Esempio da imitare.

Nakano, 8

Gli danno la moto ufficiale e lui rimonta tre quarti di classifica. Se l’avesse avuta il Dovi con le Michelin non gli avremmo fatto gli stessi complimenti. Una gara che lo riabilita nel suo ruolo di gran “sviluppatore”, mestiere che dall’anno prossimo svolgerà in maniera ufficiale e definitiva.

West, 8

Dova sta di solito? Cosa è successo? Come si spiega che lui faccia quinto? Non si spiega, se non con il fatto che certe Bridgestone erano meglio di altre. però quando c’è stata la bagarre lui ci ha messo del suo, facendo dimenticare per un po’ il pilota meno adatto della griglia, che è lui stesso in molte altre occasioni.

Melandri, 7

Detto, fatto. Voleva avvicinarsi al risultato decente, ci è riuscito subito. Strana la sua corsa. E’ nell’ultimo quarto di gara che mette insieme un passo che poteva valergli il podio, a farlo prima. Però è luce nel suo buio, è aria nel suo affanno ducatista che deve durare altre sei gare.

De Angelis, 6.5

Bravo com’è, con le gomme che ha, De Angelis è uno che può stare tranquillamente al posto di West, al posto di Elias. Una pessima partenza lo costringe ad un inseguimento impossibili, ma anche abbastanza infruttuoso, però è pur sempre a metà classifica.

Dovizioso, 7

Non è il suo risultato, ma è pur sempre il miglior pilota Michelin al traguardo, il che la dice lunga su quanto sia bravo ’sto ragazzo, che lotta sempre e comunque anche nel giorno in cui molti dicono che il de profundis per il gommista francese è stato già praticamente celebrato. Con gomme di sughero, c’è da scommetterci, avrebbe fatto uguale. Fin dove c’è da andare lui va.

Lorenzo, 6

Gommacce anche per lui che è già a bagno di suo in una personalissima palta psicotecnica. Come vola il tempo e come cambiano le cose, ripensando al pilota che al debutto infilava una pole dopo l’altra al debutto e ci vinceva pure. A uno che ha fatto quel che fatto e ora si trova in una situazione così, con quelle gomme lì, e con quella dignità lì, solo due cose gli puoi dare: il rispetto e la solidarietà.

Pedrosa, 4

Gli è scesa la catena, che in gergo significa che ha il morale basso. Lui, il principe di Sabadell, trattato così male dalla Michelin! Che onta, che disonore! Già, ma Dovizioso con la moto clienti ci prova di più e meglio. A Dani l’attenuante di essere ancora fresco di infortunio e di essere un gran pilota e un bravo figlio. Peccato che Puig (che antipatico del tutto non è, solo chiuso), lo renda inviso a molti.

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