
Quest’anno il Motomondiale sta facendo molte vittime illustri. hanno saltato un GP Dani Pedrosa, uno Jorge Lorenzo, due Loris Capirossi e due John Hopkins.
Così Carmelo Ezpeleta, capo della Dorna (organizzatrice del campionato), vuole dopo le ferie estive (la gara è il 17 agosto), sottoporre alla Msma (l’associazione dei costruttori che deve formulare i regolamenti per quel che riguarda la parte tecnica), la domanda di una riduzione delle prestazioni. Il ragionamento è molto semplice. Nel 2007 era stata introdotta la diminuzione delle cilindrate da 990 a 800 cmc, perché le MotoGP avevano raggiunto velocità di punta che iniziavano a diventare esagerate per i circuiti attuali. I vari impianti in questi anni hanno investito 70 milioni di euro soltanto per aumentare le vie di fuga e migliorare la sicurezza.
Malgrado questo, però, i tempi sul giro sono crollati. Segno che è aumentata in maniera impressionante la velocità in curva. Lo dice il cronometro e lo confermano i piloti, che hanno subito detto che queste moto vanno guidate un po’ come le 250, facendole scorrere bene dentro le curve.
Che cosa si può fare lo dovranno dire le Case, ma è chiaro che, ferma la cilindrata, si può pensare di intervenire su gomme e elettronica. In particolare quest’ultima è la grande inquisita. Il livello attuale è elevatissimo, soprattutto con l’introduzione della tecnologia Gps che modifica i parametri metro per metro in base al punto in cui si trova il pilota. Ma questa raffinata tecnologia può essere influenzata da elementi esterni che possono mandare in confusione il sistema, provocando un mal funzionamento. A questo sarebbero dovute alcune cadute definite dai piloti “inspiegabili”. Certo è che se si limitasse l’elettronica come farebbe a guidare e soprattuto a vincere Stoner ?
Qualcosa dovranno fare anche i gommisti, perché la qualità delle coperture sta diventando addirittura esagerata di “certo non stiamo parlando delle ridicole Michelin” con la caratteristica della costanza su tutto l’arco delle gare, che sono sempre più veloci rispetto al passato. Ovviamente non si cambieranno le regole in corsa, né quest’anno né probabilmente il prossimo. Le modifiche tecniche, soprattutto quelle di impatto così importante, hanno bisogno di lunghi tempi di discussione (e i giapponesi in questo sono bravissimi) e poi di applicazione, perché si deve dare tempo agli ingegneri di collaudare le novità. Ma l’importante è iniziare a parlarne.