La casa francese impegnata in MotoGP paga un conto salato anche nel GP americano, ammettendo gli errori basati sui dati delle alte temperature che avevano caratterizzato il fine settimana californiano nel 2007. Così la Michelin ha dovuto stare a guardare un altro podio tutto Bridgestone, e ora prepara la controffensiva per la seconda parte della stagione, preparando una serie di test di sviluppo intensivo.“Il punto di partenza delle nostre difficoltà è stato dovuto ai problemi che avevamo avuto qui lo scorso anno, quando la pista era più aggressiva e le temperature ben più elevate di quello che ci aspettavamo”, ha detto Jean-Philippe Weber, responsabile Michelin delle corse motociclistiche, spiegando poi la strategia del dopo Laguna Seca. “Quest’anno la pista era molto meno aggressiva. Anche le temperature erano minori. Siamo stati troppo fedeli ai dati dello scorso anno, e avevamo gomme troppo dure, con performance più basse. I nostri piloti hanno dovuto faticare parecchio soprattutto in qualifica“, ha dichiarato Weber “Da ora lavoreremo ancor più in collaborazione con i team. Per esempio, Colin Edwards aveva richiesto alcune anteriori per la gara che aveva già usato. Avrebbe potuto usare quelle gomme li, e sarebbe stato ok. Ovviamente non siamo contenti del tempi sul giro dei nostri piloti, perché non avevano abbastanza grip”, ha concluso il responsabile. Il processo di recupero passa ora da una serie di test e sviluppo come ha indicato il direttore delle competizioni Michelin Frederic Henry-Biabaud: “Non volevamo gli stessi problemi dello scorso anno, quindi avevamo raccomandato una linea ristretta di gomme per i nostri team. E’ stato un errore da cui sapremo venir fuori. Nelle prossime tre settimane ci svilupperemo in due direzioni. In primo luogo organizzeremo test in alcuni circuiti; in secondo luogo continueremo a sviluppare nuove soluzioni che stiamo già vagliando e che proporremo ai nostri team per le prossime gare”
