Per la Yamaha il weekend di Laguna Seca è sempre una festa: tutti gli anni, due giorni prima della gara, la Casa di Iwata organizza un gran bel party al Monterey Bay Aquarium, in fondo alla caratteristica Cannery Row, la “strada delle sardine” narrata anche dallo scrittore John Steinbeck.
Festeggiamenti che vanno al di là del risultato sportivo: da quando la MotoGP è tornata in California, nel 2005, la Yamaha infatti non è ancora riuscita a vincere. Nel biennio 2005-2006 sul gradino più alto c’è salita la Honda, mentre l’anno scorso ha dominato la Ducati. Nel 2007, tra l’altro, la Casa dei tre diapason non è neanche salita sul podio, con Valentino Rossi soltanto quarto dietro a Stoner, Vermeulen e Melandri. Quest’anno, però, la Yamaha vuole avere un motivo per festeggiare anche dopo la gara: la riscossa è guidata chiaramente da Valentino Rossi, che arriva a Laguna da leader del mondiale ed è intenzionato a rompere l’incantesimo su una delle poche piste dove ancora non ha messo la propria firma. “Senza dubbio questo non è uno dei miei circuiti preferiti – ha ribadito – e qui non ho molti bei ricordi: il mio miglior risultato l’ho colto nel 2005, quando giunsi terzo dietro a Hayden e a Edwards. Quest’anno l’obiettivo è fare almeno meglio di tre anni fa”. Per riuscirci, Valentino dovrà essere innanzitutto incisivo in qualifica, cosa che da un po’ a lui e alla sua M1 non riesce: “Nelle ultime tre gare – ha spiegato – abbiamo sempre avuto problemi di assetto durante le prove: dobbiamo assolutamente migliorare da questo punto di vista. Qui possiamo farcela, al Sachsenring sabato abbiamo trovato un buon assetto, che si è rivelato molto valido anche sul bagnato, quindi domani partiremo da questa base per cercare di essere subito veloci, per centrare l’obiettivo di partire in prima fila”. Dalla prima fila Valentino potrà difendere alla grande la sua leadership nel modo migliore, ossia attaccando: Stoner è distante 20 punti e sarà importante non farlo avvicinare ulteriormente, in modo da andare in vacanza con un vantaggio ancora ragguardevole. L’australiano è chiaramente il rivale più pericolo, anche perché Pedrosa, se correrà, sarà dovrà giocare in difesa menomato dai problemi alla mano sinistra. “In ogni caso spero che Dani non si arrenda, riuscendo a correre e a prendere dei punti per rimanere in lotta per il titolo”, ha detto Vale. Nel frattempo, tanto per rimanere in clima festaiolo, in casa Yamaha è stato annunciato il rinnovo del contratto per la stagione 2009 di Colin Edwards, che correrà così un altro anno con i colori del team Tech3 di Hervé Poncharal. Texas Tornado ha come al solito scherzato, prendendo in giro anche il suo team principal: “Correrò un altro anno con loro, sì… In Germania Hervé è venuto nel mio motorhome strisciando, e mi ha implorato piangendo di rimanere… Ha anche aperto il portafoglio per convincermi, ma c’erano solo 5 euro. Io ovviamente li ho presi, e ho accettato!”. A parte gli scherzi, il rinnovo è sicuramente un bel colpo per Colin, che l’anno prossimo andrà quindi a correre la sua settima stagione completa in MotoGP (ha iniziato nel 2003 con l’Aprilia), con a disposizione un pacchetto tecnico di primo livello. Un pacchetto che potrebbe anche permettergli di vincere il “suo” GP: “Beh, questa gara mi piace, è ovvio, ma mi sono rotto di venirci senza aver ancora vinto…”, ha detto il texano. Rimanendo in Texas, sarà senza dubbio da tenere d’occhio Ben Spies, al via in veste di Wild Card con la terza Suzuki GSV-R: essendosi comportato molto bene a Donington, su una pista sconosciuta, “Elbowz” qui a Laguna potrebbe essere la sorpresa del fine settimana. “Quello di Donington per me è stato un weekend molto duro – ha commentato Ben, che correrà nello stesso weekend la MotoGP e l’AMA Superbike – In seguito però ho avuto l’opportunità di effettuare due giorni di test a Indy che mi hanno permesso di familiarizzare di più con la moto. Tra la MotoGP e l’AMA Superbike c’è una grandissima differenza, come tra il giorno e la notte: non sarà facile saltare da una moto all’altra!”.
