
Alla vigilia del Gran Premio di Germania al Sachsenring, la prima di due gare consecutive (la seconda sarà a Laguna Seca), dopo le quali i piloti potranno godersi una meritata vacanza, c’è un solo vincitore dopo nove gare disputate: Dani Pedrosa. Confrontando le prestazioni dei tre pretendenti al titolo 2008, infatti, solo il minuto spagnolo ha fatto un vero e proprio balzo in avanti rispetto al recente passato. La classifica iridata ci dice, infatti, che il fuoriclasse della Honda ha migliorato di ben 52 punti il suo risultato, passando dai 119 (ed il terzo posto assoluto) del 2007 agli attuali 171 che gli valgono la testa del mondiale. All’esatto contrario si collocano, invece, le prestazioni di Casey Stoner che paga la rottura di Le Mans – e qualche errore di troppo – con un calo netto di ben 43 punti (142 contro 185) rispetto al vittorioso 2007 in cui si presentò al giro di boa del campionato guardando i rivali dall’alto. Sostanzialmente stabili, invece, sono le prestazioni di Valentino Rossi che è secondo in campionato come l’anno passato, ma con appena 3 punti in più, 167 contro 164. Questa breve analisi, comunque, conferma solo che quasi sicuramente assisteremo ad un mondiale combattuto sino all’ultima gara. Per capire, invece, come potrebbe andare a finire in assenza di una sfera di vetro si potrebbero esaminare le prestazioni dei tre nella seconda metà della stagione. Un compito arduo perché né Dani, né Vale, né tantomeno Casey sono quelli del 2007.
Pedrosa, infatti, è sicuramente cresciuto, Rossi ha una Yamaha migliore e gomme diverse, mentre su Stoner cova l’incertezza di un inizio di campionato altalenante, raddrizzato però con le due ultime vittorie consecutive che ci hanno restituito l’invincibile coppia Stoner- Ducati del trionfale ultimo campionato. Bisogna, dunque, procedere a tentoni, esaminando la passata stagione alla ricerca di qualche indizio valido per predirre il futuro. Partiamo da Pedrosa, l’attuale numero uno in classifica: al Sachsenring vinse, ma poi salì nuovamente sul podio solo alla quintultima gara, in Portogallo (quest’anno si correrà ad Indianapolis), nella penultima, in Malesia ed infine vinse l’ultima, a Valencia. Ci riesce difficile immagina un girone di ritorno così scarso di podi, per lui. Quanto a Rossi, se possibile, fece anche di peggio: tre zero in classifica, in Germania, a Misano ed a Valencia. Più che difficile ci pare impossibile che Vale ripeta un tale fine mondiale. Stoner, dal canto suo, al contrario disputò una seconda parte di mondiale assolutamente impeccabile: ben cinque vittorie, un secondo ed un terzo, ma anche un quinto ed un sesto posto. Altri tempi: questo campionato si vincerà, crediamo, con sei, massimo sette successi. Poi, certo, può accadere di tutto ma il terzetto di testa si marcherà stretto. Piuttosto a questo punto l’australiano, che deve recuperare 29 lunghezze sul suo rivale spagnolo, non può più sbagliare. Come non può più sbagliare la Ducati. Senza contare il fatto che esiste sempre la possibilità che nel proseguo del mondiale tornino ad occupare le posizioni di vertice della classifica piloti come Nicky Hayden, nuovamente bello tonico da quando ha fra le mani la Honda RC212V con valvole pneumatiche. Passato il giro di boa in Olanda, aspettiamo ora le due prossime gare per fare previsioni. In questo senso solo dopo Laguna Seca avremo una immagine più chiara su cosa ci riserverà la volata finale. La storia ci dice che di tre piloti ne rimarranno due. La domanda è: chi sarà il primo a cedere?