E’ quarto a 46 punti di ritardo da Rossi, dietro anche al “ragioniere” Pedrosa e alla matricola terribile Lorenzo. Eppure, dopo il suo secondo posto al Mugello, la sensazione l’hanno avuta in molti: il rivale più temibile per Valentino, quest’anno, potrebbe essere ancora Casey Stoner. Perchè il campionato è ancora lungo. Perchè Casey è il campione del mondo in carica, e l’orgoglio di chi difende un titolo è sempre un’arma in più. Perchè centrare il secondo posto al Mugello, dietro a un Rossi che qui timbra sempre la tesserina dell’abbonamento alla vittoria, è come arrivare primi. A tutto questo aggiungiamo, se volete, che adesso arriva Barcellona, dove l’anno scorso Stoner vinse precedendo proprio il Vale nazionale, ed ecco che la fiducia del ducatista nella rimonta sembra ancora più giustificabile. “L’anno scorso con Valentino e Dani la gara è stata combattuta e il risultato per noi fantastico” – ricorda Casey – “tanto che alla fine avremmo meritato tutti e tre la vittoria.” Il Montmelò, poi, è uno dei circuiti preferiti del campione iridato, che lamenta però la difficile convivenza con la Formula Uno: “Con il tempo si sono creati avvallamenti e buche lungo tutto il tracciato” – dice infatti Stoner – “e questo rovina un po’ il piacere della guida.” Anche perchè la Ducati, già di per sè non sempre stabilissima, sembra leggermente in ritardo rispetto alla condizione del campionato scorso: “La passata stagione eravamo a posto con il set-up” prosegue “mentre quest’anno c’è ancora qualcosa da sistemare, quindi le aspettative non sono esattamente le stesse. Ma il team sta lavorando tantissimo e, vista anche la competitività raggiunta al Mugello, possiamo essere ragionevolmente fiduciosi.” E chissà che non possa essere una bella giornata anche per Marco Melandri, tredicesimo in classifica piloti con solo 24 punti. La Ducati è una ragazza bella ma difficile e andarci d’accordo non sempre è una passeggiata. Se in più, come accaduto al Mugello, ci si mettono anche De Puniet e Vermeulen a bisticciare lì vicino spedendoti fuori pista dopo soli 5 giri, allora proprio non ne va dritta una. “Peccato” – dice Marco – “perchè nel warm-up mi sentivo meglio con la moto ma in gara non ho avuto praticamente nemmeno il tempo per confermarlo. In ogni caso a Barcellona ripartiremo da quegli assetti, sperando anche in un meteo stabile sia in prova sia in gara. E poi è un tracciato che mi piace molto. Speriamo in un risultato migliore.” Basterebbe poco, rispetto all’ultima gara. Anche se a Melandri, che in Spagna ha ottenuto una vittoria in 250 e soprattutto il primo podio in MotoGP, il contentino andrebbe un po’ stretto.
