Da paura!! Occhi sgranati e bocca aperta. Come il disegno sul suo casco, realizzato per l’occasione dall’artista Aldo Drudi. Valentino Rossi al Mugello fa l’ennesimo numero di quella che finora è l’annata della sua rinascita, infila la terza vittoria consecutiva nel Mondiale 2008, la settima in fila sul circuito toscano (record assoluto), la 91esima in carriera. E non finisce qui: dopo aver conquistato a distanza di un anno una nuova pole position (segno della rittrovata competitività della sua Yamaha anche in prova), alla fine del weekend nel granducato il “Dottore” si ritrova anche con 12 punti di vantaggio su Pedrosa nella classifica iridata. E visto che il momento buono va sfruttato, ci si mette anche il calendario a dare una mano a Vale, visto che si tornerà in pista già fra sette giorni a Barcellona: come dire che di tempo a disposizione per gli avversari per colmare il gap attuale non ce n’è poi molto, e il pesarese potrebbe quindi avere l’ccasione buona in terrra iberica per allungare ulteriormente nella corsa al titolo.
GrandItalia
- Intanto quella del Mugello rimarrà comunque nella storia come la domenica indimenticabile del motociclismo azzurro, che per la prima volta, grazie anche a Corsi (125) e Simoncelli (250), trionfa in tutte e tre le classi nel Gran Premio di casa. Tripletta storica, se si pensa che si è verificata solo in 14 occasioni nei 59 anni del motomondiale. E da applausi sempre per il “made in Italy” è anche il quarto posto di De Angelis nella classe regina.
La gara
– E dire che Valentino era scattato in modo tutt’altro che felice al semaforo verde, tanto da essere subito risucchiato nel gruppone. Così Rossi ci ha messo un paio di giri a liberarsi di Haydden e Capirossi, che lo “circondavano”, prima di andare a riagganciare Pedrosa e Stoner, che avevano approfittato della situazione per tentare la fuga. A quel punto però è stato proprio Valentino a raggiungerli e poi superarli. Ha così accumulato quasi tre secondi di vantaggio, margine di sicurezza che non ha più mollato fino allla bandiera a scacchi.
I rivali
- Al terzo posto Pedrosa, che ancora una volta non è riuscito a battagliare con Rossi, ma che comunque ha la regolarità giusta per mantenere la sua Honda ad appena 12 punti dal pesarese in classifica iridata. Pesante, sopratutto il prospettiva futura, il secondo posto della Ducati di un ritrovato Stoner, che ha duellato con lo spagnolo e provato a inseguire Rossi, prima di accontentarsi della seconda piazza, penalizzato anche da un lungo alla curva di San Donato. Quarto uno splendido Alex De Angelis, che sfiora il podio con la Honda del team Gresini, dopo una brutta partenza e una grande rimonta. Dietro De Angelis le due Yamaha Tech 3 di Edwards e Toseland, la Suzuki di Capirossi e la Honda di Andrea Dovizioso.
I delusi
- Chi se ne va dispiacituo e ammaccato (come se non bastasssero le varie fratture con cui sta correndo da qualche tempo…) dal Mugello è invece Jorge Lorenzo, che al settimo giro è scivolato tentando di superare proprio Dovizioso. «Errore mio», ha detto lo spagnolo. Che ora però è staccato di ben 28 punti da Rossi in classifica generale. Sfortunato anche Marco Melandri con l’altra Ducati, finito per terra per evitare Randy De Puniet che gli era caduto davanti. Epilogo amaro dell’ennesimo fine settimana da dimenticare per il ravennate.
La gioia di Vale
- «Sono molto contento, 7 vittorie di fila in MotoGP su questa pista sono un fatto eccezionale, che porta a 9 il mio record di successi consecutivi al Mugello», ha detto Rossi nel dopogara. E il pesarese ora può sognare in grande: «Abbiamo migliorato passo dopo passo. Il campionato è lungo, vogliamo restare lì fino alla fine. Sono in forma, sto bene. Gomme e moto ok, abbiamo un pacchetto vincente».Parole che sono un chiaro messaggio a chi al Mugello gli è potuto al massimo restare in scia. Pedrosa conferma le difficoltà nel duello con Vale e Stoner: «Entrambi andavano molto forti. Sono contento del podio qui in questa pista. A Barcellona la settimana prossima speriamo sia la mia gara». L’australiano Stoner, secondo, si accontenta: «Valentino è stato troppo veloce. Secondo me non è impossibile batterlo qui, abbiamo sbagliato qualcosa nella messa a punto della moto e forse qualcosa anch’io», ha ammesso il ducatista campione del mondo in carica.
