E’ stato più difficile scegliere il disegno del casco celebrativo con il quale disputare quest’anno prove e gare del Gran Premio d’Italia, che fare la pole, per Valentino Rossi. E’ quanto si evince dalle parole di Aldo Drudi, il grafico-designer autore di quasi tutti gli exploit del pesarese.
“Dopo due giorni e nessuna idea definitiva – ha spiegato Drudi – Valentino si è messo a raccontarmi un giro del Mugello. Quando è arrivato alla staccata in fondo al rettilineo ha fatto una faccia terrorizzata sbarrando gli occhi. Fermo così, Vale, gli ho detto, rifammi quella faccia e lasciami prendere una fotografia”. Il resto, per Drudi, è stata routine: l’immagine è stata posterizzata, applicata su di un adesivo e quindi è venuto il resto, la scelta dei colori e la realizzazione definiva del nuovo casco che segue a quello della medaglia di legno (2004), il Laureato, 2005, le donnine di Milo Manara (2006) ed infine il casco col cuore dell’anno passato. “Il casco, come sempre, sarà commercializzato – ha rivelato Drudi, che ha anche aggiunto – non so però chi indosserà un casco simile…”.
Ce ne saranno, Aldo, non ti preoccupare…
“A me è piaciuto tantissimo – ha ammesso lo stesso Valentino Rossi al termine delle prove – è veramente riuscito e quella è proprio l’espressione che ho io sotto il casco alla staccata della San Donato”.
