Valentino Rossi ha centrato a Shanghai la 89. vittoria della sua carriera, la 63. nella classe regina. Un trionfo che porta con sé tanti significati: il pesarese torna infatti in cima al podio dopo otto mesi, conquista il primo successo con le Bridgestone e, inoltre, si avvicina anche al rinnovo del contratto con la Yamaha.
“Sono contento perché erano sette gare e quasi otto mesi che non vincevo: quando non vinci è tutto più difficile, è stato un periodo duro. Fortunatamente nella mia carriera io sono sempre stato abituato a vincere piuttosto spesso, quindi il successo, questa sensazione, mi mancava. Quando arrivo secondo sono contento se ho fatto una bella gara, ma la sensazione è completamente diversa… Qui penso di aver fatto molto bene il mio lavoro: sono soddisfatto”.
Questa gara dice che Valentino Rossi è tornato a vincere, e che forse la Ducati non è più tanto forte delle altre moto come nel 2007, no?
“Sì, sicuramente: la Ducati va forte però la differenza che c’era l’anno scorso ora non c’è più perché la nostra moto è cresciuta molto e anche la Honda va piuttosto forte. Però attenzione, perché Casey ha usato una gomma che non andava tanto bene, altrimenti sarebbe stato più vicino a noi. Il campionato è lungo, lui guida bene ed è in forma, lotterà anche lui fino alla fine per il Mondiale, penso”.
Questa è la tua prima vittoria con le Bridgestone
“Sì, sono contento perché sono riuscito a guidare forte fino alla fine: queste gomme quando funzionano bene sono fantastiche, hanno un grande grip. Alla fine si deve cambiare un po’ lo stile di guida per cercare un po’ più di trazione, però comunque la moto rimane sempre molto stabile, e l’anteriore in frenata ti dà un sacco di sicurezza. Quando non riuscivo ad allungare su Pedrosa, e giravo in 59”6, 59”7, a quel punto ho provato a spingere un po’ di più, ed ho fatto 59”2… quando l’ho visto sul display sono stato molto contento”.
Al secondo giro hai quasi fatto un “lungo” al tornantino in fondo al rettilineo: hai rischiato troppo?
“Mah, rischiato no… il fatto è che c’era molto vento a favore in rettilineo: se frenavamo nel punto dove frenavamo ieri, si arrivava lunghi. Io sono arrivato forte, e sono passato piuttosto vicino a Pedrosa. Dopo però ho iniziato a staccare un po’ prima”.
Fino a un certo punto sembrava che non riuscissi ad allungare su Pedrosa
“Dani è stato bravo, mi ha seguito fino alla fine e a un certo punto ho dovuto decidere cosa fare, se continuare a tirare davanti oppure giocarmela. Immaginavo però di avere qualcosa in più di lui, così ho deciso di rimanere davanti”.
Ti ha sorpreso il ritmo che hai tenuto, migliore di quello fatto vedere in prova?
“Da quando sono partito mi sono sentito subito molto bene con la moto e con le gomme, per cui ho subito capito che la gomma era giusta. C’era un po’ di preoccupazione che iniziasse a scivolare negli ultimi giri, come successo in Portogallo, ma qui ero fiducioso sul fatto che avrebbe funzionato fino alla fine. Penso comunque che l’adrenalina della gara, il provare a vincere, mi abbia dato due o tre decimi in più”.
In questi mesi sei anche stato criticato per aver scelto le Bridgestone: hai mai avuto dei dubbi sulla tua scelta?
“Sicuramente le prime gare sono state difficili, perché tutti da me si aspettano sempre la vittoria. Quando ho cambiato moto del resto ho vinto subito alla prima gara, quindi si aspettavano la stessa cosa questa volta. Comunque io ho sempre pensato che la mia scelta fosse giusta per due motivi: innanzitutto perché sapevo che ci sarebbe voluto un po’ di tempo per la messa a punto, e poi ho cambiato anche perché con la Michelin c’erano troppi punti interrogativi, troppe cose non chiare. Adesso sono molto contento, mi piace lavorare con la Bridgestone, c’è una bella armonia. Qui la situazione è più chiara: sai sempre che gomma hai, se ti aspetti una certa cosa da una gomma, allora si comporta il quel modo, mentre prima c’erano più punti interrogativi e questo contribuiva anche a far sì che la nostra moto fosse più difficile da mettere a punto, con le Michelin”.
