Pur non avendolo provato nei test del lunedì all’Estoril, la HRC sarebbe già pronta a far debuttare a Shanghai, nel Gran Premio della Cina, il nuovo motore con le valvole pneumatiche. Con ogni probabilità, quindi, il nuovo motore sarà già a disposizione di Pedrosa e Hayden nelle libere del venerdì, ma poi sarà lasciata ai piloti la decisione se portarlo in gara oppure no. Manuel Pecino, inviato del settimanale spagnolo Solomoto, ha intervistato Dani Pedrosa il giorno successivo al Gran Premio del Portogallo: lo spagnolo leader del Mondiale in coabitazione con Lorenzo reputa troppo rischioso il debutto del nuovo motore, ma ammette che, se la Honda vorrà progredire, prima o poi sarà necessario introdurre il V4 più potente, con il richiamo pneumatico delle valvole. Riportiamo qui di seguito una parte dell’intervista apparsa su Solomoto, dove Dani parla anche del rapporto con la Honda, della Yamaha, di Rossi, e dei suoi rapporti con la stampa.
Un primo, un secondo e un terzo posto, e la leadership in classifica: non male, considerato l’andamento delle prove invernali…
“Sì, è stato un inizio di stagione molto buono, siamo contenti, anche perché poco prima del GP del Qatar la situazione era veramente disastrosa, eravamo a un livello bassissimo”.
Questo forse significa che non servono così tanti test invernali, per preparare bene la stagione.
“In MotoGP serve fare tantissimi test, perché in ogni sessione di prove puoi trovare qualcosa che ti fa migliorare. Se non lo fai tu, lo fa qualcun altro. Per questo motivo stiamo approfittando della giornata del lunedì dopo i Gran Premi: per recuperare il tempo perso in inverno. Qui tutto è sempre in evoluzione continua”.
In Qatar, dopo la gara, hai affermato di aver finalmente capito cosa significa fare parte del mito HRC… Significa che in alcuni momenti avevi dubitato delle loro capacità?
“No, non avevo dei dubbi, però fino a quel momento non avevo mai visto niente di eccezionale, che mi desse dimostrazione della fama che aveva sempre avuto la HRC. Nel 2007, per esempio, in periodi non tanto positivi, non fu fatto niente di spettacolare, i progressi furono minimi. Invece, quando è stato il momento di risolvere i grossi problemi che avevamo prima del GP del Qatar, è apparso il mito della HRC: hanno dimostrato che se vogliono, possono fare tutto”.
Sembra che le cose si muovano, all’interno del box HRC, quando fa la sua comparsa il presidente Hamane… Non è successo soltanto in Qatar quest’anno, ma anche in altre occasioni in passato.
“Sì, sembra che la sua presenza quantomeno ci porti fortuna: spero che venga il più possibile. Penso comunque che tutti siano più motivati quando c’è qualcuno dietro che ti spinge”.
Il 2007 è stato un anno complicato, nel quale la Honda ha fatto tante promesse, ma senza esaudirle del tutto. Come va adesso sotto questo punto di vista? La reazione dal Giappone è migliorata?
“Le cose stanno andando bene: la base è leggermente migliore rispetto al passato. Ora dobbiamo lavorare sui punti che ci piacciono meno, però in ogni caso, facendo un confronto con lo scorso anno, dobbiamo migliorare molto meno, in proporzione”.
Il nuovo motore a valvole pneumatiche sembra pronto per debuttare in gara: non è un rischio introdurlo, ora che il pacchetto sembra già competitivo?
”Dipende: al momento, siamo arrivati al limite con la velocità di punta, e siamo rimasti gli ultimi ad avere ancora un motore con le valvole tradizionali a molla. Sicuramente introdurre un nuovo motore a campionato già iniziato porta qualche rischio, però se vogliamo progredire, ci serve necessariamente”.
Secondo il team manager HRC, Yamano, il motore con le valvole pneumatiche verrà portato in Cina, poi decideranno i piloti se utilizzarlo o meno in gara
“Non conosco i piani per la Cina, però un’operazione del genere, introdurre un motore nuovo da una gara all’altra, comporterebbe dei rischi. A meno che non si riveli nettamente superiore a quello attuale, non credo sia una buona idea usarlo subito in gara, perché potrebbero intervenire rotture meccaniche o problemi vari. Abbiamo visto cos’è successo con Rossi nel finale della scorsa stagione: tutte le cose hanno bisogno di tempo”.
Le Yamaha sono indubbiamente al momento le migliori MotoGP: avendole viste girare, sai dire in quali aree funzionano meglio della tua Honda?
“E’ evidente che la Yamaha ha fatto un grande passo avanti introducendo il nuovo motore. Alla fine dello scorso anno, del resto, non erano tanto competitive. Adesso sono molto veloci, e anche stabili, e quest’ultima è una caratteristica che già avevano nella passata stagione. In generale, hanno un motore e una gestione elettronica molto buoni”.
Tu sei contento dell’elettronica Honda, invece?
“Sì, abbiamo delle buone idee: l’anno scorso eravamo un po’ limitati da questo punto di vista. Stiamo provando a migliorarla, anche perché Ducati e Yamaha sembrano avvantaggiate da questo lato”.
In Qatar e all’Estoril hai guidato dietro a Rossi: come lo hai visto, sta soffrendo?
“Difficile dirlo: come pilota, continua a tenere un livello molto alto, e credo che rimanga ancora il miglior staccatore della categoria. È un pilota di cui non ci si può mai fidare, c’è sempre. Credo comunque di essermi avvicinato a lui in questi anni, di aver imparato tante cose e di aver accumulato esperienza”.
Pensi che le pubbliche relazioni siano una parte importante dell’essere pilota professionista?
“Ogni giorno di più, sì. Oltre ad essere pilota, viene chiesto di tenere sempre una buona immagine, buone relazioni, eccetera. Appassionati e sponsor chiedono sempre di più”.
E le tue relazioni con la stampa, come le giudichi?
“Direi buone: non ho grandi problemi. Semplicemente, cerco di dare la giusta importanza a tutte le cose. Ripeto: ogni giorno che passa si esige sempre di più dai piloti sotto questo punto di vista, ma per me continua ad essere sempre molto più importante il lato sportivo, non quello pubblicitario. Chiaramente è importante, ma non voglio trascurare, per questo motivo, la parte sportiva. O si dà importanza a una cosa, o all’altra… a tutte e due è molto complicato. Io sono qui per fare dei risultati, non per fare pubblicità”.
Tutti dicono che esistono due Dani Pedrosa: quello dei fine settimana delle gare, e quello fuori dai circuiti.
“Non è che mi vedono così: semplicemente, durante i weekend di gara mi concentro molto, non mi permetto di rilassarmi. Quando sono fuori, invece, non mi concentro così a fondo sulle cose, faccio tutto con più calma, con meno pressione. È normale che in circuito mi vedano serio, perché sto sempre molto concentrato. Ma a casa mia sono normale, come chiunque altro…”.
