Casey Stoner è affabilissimo. Ha sbollito. E’ carino come sempre quando è calmo. In una parola pronto. Pronto per un’altra di quelle gare che sulla carta non si presentano favorevolissime a lui e a chi come lui è gommato Bridgestone. Senza contare che Estoril, con le sue difficoltà, arriva dopo Jerez dove le difficoltà per l’appunto sono state tante, pesanti e cruciali. Insomma Casey, sembra che queste due gare in fila siano la parte più difficile della stagione. “Beh in effetti -dice il campione del mondo- Jerez ha fatto sembrare il mio avvio di stagione qualcosa di difficilissimo. Meno male che venivo dalla vittoria del Qatar. Ma io non sono per niente preoccupato. Mi aspettavo su quella pista un risultato non eccellente anche se speravo in una gara migliore. Sono stato un po’ sfortunato. In Portogallo non avremo problemi. Non credo proprio. L’anno scorso in prova eravamo velocissimi. Era assolutamente possibile stare davanti in gara, ma io non mi dimentico di aver vissuto un dramma con la frizione. Ecco, quest’anno, senza quegli errori tecnici, credo proprio che potremo dire la nostra”. Ora che siamo a botta fredda, dimmi, è stato difficile smaltire l’undicesimo posto di Jerez? Sei rimasto arrabbiato per cinque minuti o per cinque giorni? “No, direi – risponde Stoner – che sono rimasto arrabbiato cinque giorni, ora più ora meno. E’ stata la mia peggior gara all’interno di un lungo periodo felice. Io poi dopo aver avuto un primo problema in staccata (perché era nel punto di staccata che avevo problemi ad Jerez) mi ero messo di grande impegno per recuperare. E andava tutto bene. Insomma di errori miei ne ho fatto uno solo. Quello determinante purtroppo l’ha fatto qualcun altro. Cioè la seconda volta sono finito fuori per colpa di una ltro (Nakano ndr). E a quel punto sì che la giornata è diventata, come dire…frustrante Un disastro! Poi lunedì nei test, con un piccolo cambiamento, abbiamo sistemato il problema in staccata e ho migliorato di un secondo”.
E’ venuto spontaneo pensare che Stoner sotto pressione ha dimostrato di essere umano. “Ma io sono umano! – dice Casey – E poi non ero affatto sotto pressione. Sapevamo già che lì non eravamo competitivi. Per come stavo rimontando io ero contento e sereno, altro che sotto pressione. Lo ripeto: sono uscito non per colpa mia sennò stavo davanti. Potevo far quinto e staremmo a parlare di una gara diversa”. Per come si stanno mettendo le cose sembra però che questo per te sarà un mondiale più difficile di quello scorso. Se non altro per il numero di avversari. “Io partirei dal presupposto che quello scorso non è stato per me un anno affatto facile, però capisco cosa intendete dire. La questione si può guardare in due modi: se stai sempre davanti, il fatto di avere dietro più avversari che lottano e si tolgono punti può essere un bel vantaggio. Oppure: se non stai davanti, in effetti, ci sono più pretendenti. Io preferisco il primo punto di vista”. Sembra anche una stagione con tanti piccoli dissapori. Lorenzo e Pedrosa che litigano tra loro, Lorenzo che punzecchia te…
“E’ tutto relativo. Cerco di non occuparmene. Per come sono fatti a me importa soprattutto che tra noi non manchi il rispetto in pista. Che quelle cose rimangano confinate al paddock e non si estendano alla pista. Dove invece c’è Toseland che deve stare più attento. Entra troppo duro. A volte trova il contatto dove non dovrebbe. A Jerez l’ho visto toccarsi con gli altri per tre volte. Con Capirossi, con Vermeulen e con Dovizioso. E in Qatar era entrato duro su Lorenzo. Può capitare, ma non si può farne un sistema, uno stile. Perché noi non lo facciamo”
