Questo fine settimana il circuito portoghese di Estoril ospita il terzo atto della MotoGP 2008: dopo due tracciati in cui si sono svolti parecchi test prima della gara, si arriva su una pista che i piloti (e i gommisti) non vedono dallo scorso settembre, quando si corse l’edizione 2007 del Gran Premio.
Proprio per questo motivo, i risultati del GP portoghese potrebbero rappresentare un’interessante cartina di tornasole sui reali valori attualmente in campo. Non che i GP del Qatar e di Spagna non abbiano emesso i loro primi verdetti, però l’Estoril suona un po’ come una prima, piccola prova del nove. Valentino Rossi cercherà in tutti i modi di tornare alla vittoria, dato che l’ultimo centro del pesarese, ottenuto proprio in Portogallo, risale a quasi sette mesi fa; la Ducati e Stoner cercheranno la rivincita dopo gli errori del weekend andaluso, mentre la Honda e Pedrosa, in silenzio, continueranno a percorrere la propria strada in attesa di provare, il giorno successivo alla gara, il motore con le valvole pneumatiche che sul rettilineo infinito di Shanghai, nel GP di Cina di inizio maggio, farebbe molto comodo…Come spesso accade, le gomme potrebbero fare la differenza: Estoril è tradizionalmente un circuito favorevole al Bibendum (è uno dei pochi circuiti dove la Bridgestone non ha ancora vinto in MotoGP) e dato che, come detto, recentemente non sono stati svolti test, non c’è altro modo di fare previsioni se non guardare a quello che accadde nel 2007. Valentino, ancora con le Michelin, piegò per un solo decimo Pedrosa, mentre Stoner ci mise una pezza chiudendo terzo a 1”4. La seconda moto con le gomme giapponesi giunse invece a oltre 17 secondi (Melandri quinto). Ciò fa pensare a un’altra gara in difesa per le Ducati, che più di altre moto sembrano soffrire il calo di grip delle gomme giapponesi. La Bridgestone, in ogni caso, sta lavorando concentrandosi soprattutto sul fronte della distanza di gara proprio per migliorare da questo punto di vista, senza essere troppo preoccupata delle qualifiche, dove la Michelin è in vantaggio. Del resto i punti vengono assegnati in gara, e all’Estoril le qualifiche non sono importanti come su altri circuiti, essendo presenti tanti buoni punti per superare. Se Rossi proverà a vincere, di sicuro un tentativo lo farà anche Lorenzo, nonostante il maiorchino affermi che il suo obiettivo al momento è soltanto quello di imparare. L’Estoril, però, non è forse il miglior circuito per “Por Fuera”, che in Portogallo non ha mai brillato neanche in 250, a differenza di Andrea Dovizioso, che ha sempre avuto una predilezione particolare per l’Estoril. Il forlivese conta sull’importante parte mista del tracciato per fare la differenza e rimediare così alla carenza di cavalli che le RC212V satellite stanno subendo nei confronti delle moto ufficiali. “Dovi” sarà sicuramente della partita, così come vorrebbe tornare tra i protagonisti anche un altro debuttante, Alex De Angelis, molto veloce a Losail ma poi andato un po’ in confusione a Jerez. Chi si presenta molto agguerrito è il team Tech3, che avrà a disposizione per la prima volta i motori Yamaha a valvole pneumatiche. Sia Toseland che Edwards li scopriranno venerdì nelle prime prove libere, non avendoli provati nel lunedì di Jerez. L’inglese, reduce da due sesti posti, è molto carico (forse troppo, a giudicare dalle manovre di sorpasso effettuate a Jerez, dove ha addirittura strappato la tuta a Vermeulen) e senza dubbio la maggiore velocità su un rettilineo lungo quasi un chilometro lo aiuterà a sopravanzare gi avversari senza essere troppo aggressivo. A proposito di velocità, l’anno scorso la Ducati di Stoner si fermò a 319,1 km/h, mentre la prima Yamaha, quella di Rossi, non andò oltre i 312,1 km/h. Sette chilometri che potrebbero ridursi questa volta quasi a zero, considerando le differenze minime registrate sia a Losail che a Jerez. In casa Suzuki Capirossi spera che la GSV-R riesca a fare qualche altro passo avanti: il bilancio finora può essere considerato positivo, visti i buoni piazzamenti ottenuti nelle prime due tappe stagionali e l’ottimo feeling con la moto. A Jerez, però, Capirex è tornato al telaio 2007, sintomo che il lavoro da fare per trovare quel qualcosa in più che possa permettere di tornare a lottare per la vittoria è ancora tanto. Anche in questo caso serve una mano dalla Bridgestone, ma anche ad Hamamatsu prima o poi ci si dovrà fermare su una posizione fissa, senza dover sempre sperimentare montagne di nuovi particolari (nei test di Jerez Capirossi ha messo alla prova un ulteriore nuovo telaio). Dopo una vittoria della Ducati, in Qatar, e della Honda, in Spagna, il GP del Portogallo sembra proprio l’occasione giusta per la Yamaha. Stoner e Pedrosa permettendo, ovviamente…
L’albo d’oro dell’Estoril
2000
125cc: Emilio Alzamora (SPA – Honda)
250cc: Daijiro Katoh (JAP – Honda)
500cc: Garry McCoy (AUS – Yamaha)
2001
125cc: Manuel Poggiali (RSM – Gilera)
250cc: Daijiro Katoh (JAP – Honda)
500cc: Valentino Rossi (Honda)
2002
125cc: Arnaud Vincent (FRA – Aprilia)
250cc: Fonsi Nieto (SPA – Aprilia)
MotoGP: Valentino Rossi (Honda)
2003
125cc: Pablo Nieto (SPA – Aprilia)
250cc: Toni Elias (SPA – Aprilia)
MotoGP: Valentino Rossi (Honda)
2004
125cc: Hector Barbera (SPA – Aprilia)
250cc: Toni Elias (SPA – Aprilia)
MotoGP: Valentino Rossi (Yamaha)
2005
125cc: Mika Kallio (FIN – KTM)
250cc: Casey Stoner (AUS – Aprilia)
MotoGP: Alex Barros (BRA – Honda)
2006
125cc: Alvaro Bautista (SPA – Aprilia)
250cc: Andrea Dovizioso (Honda)
MotoGP: Toni Elias (SPA – Honda)
2007
125cc: Hector Faubel (SPA – Aprilia)
250cc: Alvaro Bautista (SPA – Aprilia)
MotoGP: Valentino Rossi (Yamaha)
Dieci anni di Gran Premio del Portogallo
Quella di quest’anno sarà l’edizione numero 11 del Gran Premio del Portogallo. Riviviamo le tappa più importanti delle dieci passate edizioni: Le prime due edizioni del GP del Portogallo, nel 1987 e nel 1988, si sono in realtà tenute in Spagna, dato che il circuito di Estoril (costruito nel 1972) non garantiva ancora le necessarie misure di sicurezza. Nel 1987 teatro dell’evento fu il circuito del Jarama, vicino Madrid, mentre l’anno successivo ci si spostò a Jerez de la Frontera, in Andalusia, tracciato noto per ospitare attualmente il GP di Spagna. Dopo undici stagioni senza una tappa portoghese, a partire dal 2000 il Motomondiale si è infine stabilito definitivamente a Estoril.
L’onore della prima vittoria sul circuito di Estoril, nella classe 500 cc, è andata nel 2000 all’australiano Garry McCoy. Valentino Rossi è il pilota che vanta più successi sul circuito sulla costa atlantica del Portogallo, avendoci vinto ben 5 volte nella classe regina (tre con Honda, due con Yamaha). Il secondo pilota con più successi è lo spagnolo Toni Elias con tre vittorie (due in 250 cc, una in MotoGP). Nel 2006, Toni Elias ha vinto partendo dall’undicesima posizione sullo schieramento. I due millesimi di vantaggio con cui ha battuto sul traguardo Valentino Rossi uguagliano il record della volata più incerta da quando è stato introdotto il cronometraggio elettronico nella classe regina. Un altro margine così sottile si era verificato tra Alex Criville e Mick Doohan a Brno nel 1996. Alex Barros è l’unico pilota ad aver ottenuto nella classe regina la tripletta pole-vittoria-giro veloce sul circuito di Estoril, nel 2005.
Nel 2005, Casey Stoner ha vinto all’Estoril la sua prima gara nella classe 250 cc.
Fonsi Nieto ha colto la vittoria della quarto di litro nel 2002 su un circuito allagato dalla pioggia: lo spagnolo è riuscito a imporsi dopo essere caduto, al tredicesimo giro, ed essere ripartito in settima posizione. Honda e Yamaha si dividono le vittorie della top class sul tracciato di Estoril: cinque i centri della Casa di Toyko, tre quelli di Iwata. L’Estoril è uno dei 5 circuiti presenti in calendario dove la Bridgestone non ha mai ottenuto una vittoria in MotoGP. Gli altri sono Mugello, Assen, Sachsenring e Indianapolis, dove però non si è mai corso prima. L’unico pilota ad aver ottenuto una pole position con le gomme Bridgestone è stato Makoto Tamada nel 2004. La Kawasaki vanta soltanto un ottavo posto come miglior risultato a Estoril (ottenuto da Nakano nel 2005). La Ducati non ha mai vinto all’Estoril. All’attivo della Casa di Borgo Panigale ci sono però due terzi posti, ottenuti da Capirossi nel 2003 e l’anno scorso da Casey Stoner.
