Dopo due gare della stagione 2008, Qatar e Spagna, Dani Pedrosa ha riportato il team ufficiale Honda HRC in cima alla classifica generale della MotoGP. Non accadeva dal Gran Premio di Valencia del 2006, giorno in cui Hayden si è laureato campione del mondo.
Sedici mesi di digiuno, dall’inizio di novembre del 2006 fino alla fine di marzo del 2008, macchiati da un progetto completamente sbagliato, la RC212V 2007: nella passata stagione, la prima MotoGP da 800 cc di casa Honda si è infatti ben presto rivelata una moto poco potente e poco equilibrata. La moto del project leader Takanori Okuma è stata praticamente rivoluzionata lavorando incessantemente nel corso della stagione, arrivando a fine anno un buon livello di competitività: non bisogna infatti dimenticare che l’ultimo GP del 2007 è stato vinto da Pedrosa, che nell’occasione ha anche superato per la prima volta la Ducati di Stoner sul rettilineo, mentre a inizio stagione il gap velocistico con le Rosse di Borgo Panigale era imbarazzante. Nel frattempo, nel reparto corse di Tokyo si è iniziato a pensare alla moto del riscatto, la RC212V 2008: si è scelto di destinarla soltanto ai due piloti del team ufficiale, proprio per concentrare gli sforzi su di esso, lasciando ai team satellite la moto ufficiale versione 2007. Chi bazzica da tempo nel Motomondiale, ha subito capito che la Honda non avrebbe più commesso passi falsi: la HRC non persevera mai nei suoi errori. Lo stesso Claudio Domenicali, durante la presentazione della squadra Ducati a Madonna di Campiglio, aveva affermato di temere più di tutte la Honda. I test invernali, però, non sono andati come previsto: il nuovo motore a valvole pneumatiche, su cui la moto 2008 era stata pensata, si è rivelato poco gestibile e non del tutto affidabile, per cui si è dovuto fare un passo indietro, rimontando sulla nuova moto il V4 tradizionale, quello con il richiamo delle valvole a molla. Un bel guaio, perché tra i due motori c’è una differenza di peso e ciò ha chiaramente influito sul bilanciamento della moto. I test sono comunque proseguiti, tra alti e bassi, rallentati anche dall’infortunio alla mano di Pedrosa, cercando il miglior bilanciamento possibile. Nei test in notturna in Qatar, dieci giorni prima della gara, si è però capito che ciò non è stato sufficiente. Era necessario costruire un altro telaio, più adatto al motore tradizionale: in tempo record, la HRC ha mostrato di cosa è capace approntandone uno nuovo in tempo per la gara, mettendolo a disposizione di Pedrosa. Nel contempo, però, essendo tutto nuovo, il team ha voluto rispolverare anche le vecchie moto versione 2007, da utilizzare nel caso in cui il telaio evoluto non si fosse rivelato all’altezza. Un gesto che ha fatto apparire il tam HRC come una squadra allo sbando, che non era riuscita a tirare fuori un ragno dal buco in tutti i test invernali, e per questo tornava in fretta e furia all’antico. I fatti, invece, hanno detto il contrario: il solo Hayden è naufragato nelle retrovie, scegliendo di correre con la moto vecchia non potendo avere a disposizione lo stesso materiale di Dani.
Un telaio nuovo solo per tre gare
In realtà, la HRC non era affatto allo sbando, anzi: è riuscita a rimediare al problema del cambio di motore in pochissimi giorni, mostrando a tutti una reattività incredibile. A Jerez, il telaio evoluto (modificato rispetto a quello originale più che altro nella zona anteriore) è stato fornito anche ad Hayden e i risultati sono stati sorprendenti per entrambi i piloti. Pedrosa vincitore in solitario, Hayden buon quarto subito dietro ai tre grandi protagonisti della gara (Pedrosa, appunto, Rossi e Lorenzo). Per coniugare meglio telaio e motore tradizionale, i tecnici sono intervenuti, come detto, nella zona anteriore, in particolare sul disegno del cannotto dello sterzo e dell’airbox, che lavora in modo differente a seconda che il motore sia “pneumatico” o standard. Modifiche alquanto radicali che, però, serviranno soltanto per un’altra gara, quella dell’Estoril… Già, perché per il GP successivo, quello della Cina a Shanghai, è previsto il debutto in gara del motore con le valvole pneumatiche, ed ecco che sarà necessario abbinarvi un altro telaio. Beh, semplice: si tornerà ad utilizzare quello dei test invernali, già studiato per il nuovo motore… Invece no: nei test affrontati lunedì 31 marzo e martedì primo aprile, dopo il GP di Spagna, nel box della HRC c’erano ben quattro telai, ognuno con una diversa rigidezza, da mettere a confronto. Tra questi verrà scelto quello da adottare assieme al motore con le valvole pneumatiche, che verrà provato nei test del lunedì all’Estoril. Prove molto importanti, perché se filerà tutto liscio (e non c’è motivo di non pensarlo, vista la spinta propulsiva che stanno producendo i vertici di Tokyo) a Shanghai sia Pedrosa che Hayden inizieranno il weekend del GP della Cina in… configurazione maximum attack, praticamente con una moto tutta nuova, sia nel telaio che nel motore. Quest’ultimo, c’è da starne certi, non sfigurerà nel rettilineo da oltre un chilometro del tracciato cinese…
