L’ottimismo della vigilia ha già lasciato spazio allo sconforto: Marco Melandri sperava di poter dare una svolta, anche piccola, al suo rapporto difficile con la Desmosedici GP8, durante le due sessioni di prove libere di oggi a Jerez, ma i risultati sono stati negativi. Quindicesimo, a 1”5 dalla vetta: praticamente come nei test IRTA, forse qualcosa meglio, ma poco cambia. “E’ inutile: i problemi principali riguardano sempre il fermare la moto in frenata e la mancanza di grip nella prima parte di gara. Con qualsiasi configurazione che abbiamo adottato, spostando i pesi anche del 40 per cento, il problema di fatto non è mai cambiato. Io sulla moto ho fatto tutto quello che potevo fare e il fatto è che il problema non cambia, rimane sempre quello: non riesco a spiegare il perché. Non sento proprio le gomme poggiare per terra, mi faccio portare in giro dalla moto. Metto le gomme nuove, ma per me tutte le gomme vanno nello stesso modo: fanno un giro e poi scivolano tutte. Comunque, vedremo… il mio potenziale per ora è questo, non posso inventarmi niente”.
Nel box, cosa dicono di questa situazione?
“Si lavora, si cerca di migliorare. La squadra lavora tanto, così come l’Azienda a casa, anche perché in generale qui anche Casey sta facendo fatica: a fine turno non era molto veloce neanche lui. Sapevamo che era una pista difficile per noi, ma chiaramente sono troppo lento”.
Rispetto ai test si è ridotto un po’ il gap dai primi o no?
“No, i tempi e il distacco dai primi sono praticamente rimasti gli stessi. Le ho provate tutte, modificando il cambio, provando a fare le curve prima con una marcia, poi con un’altra… ma non cambia niente”.
