Anche Nicky Hayden, come Dani Pedrosa, avrà a disposizione già da domani la RC212V 2008 con il telaio aggiornato, che in Qatar era a disposizione soltanto dello spagnolo perché approntato a tempo di record dopo i test in notturna effettuati dieci giorni prima del GP inaugurale. Kentucky Kid potrà quindi affrontare le prime prove libere con l’ultima evoluzione della moto di Tokyo, “anche se ne avrò però soltanto una col nuovo telaio – ha spiegato Nicky – poi, se le cose dovessero andare nel verso giusto, ne arriverebbe un altro”. L’ex campione del mondo farà probabilmente una comparazione tra la 2008 standard (quella che aveva in Qatar e a cui ha preferito la “vecchia” 2007) e quella con il telaio aggiornato, poi deciderà, anche se i risultati ottenuti da Dani a Losail fanno già pendere l’americano per l’ultima evoluzione. Ma in cosa si differenzia la versione evoluta da quella utilizzata per tutti i test invernali? “Principalmente – ha continuato Hayden – nella zona anteriore, in particolare nel cannotto di sterzo, perché la RC212V era stata progettata per montare il motore a valvole pneumatiche, più pesante di quello tradizionale, e rimontandovi quest’ultimo sono sorti grossi problemi di bilanciamento, soprattutto all’anteriore, e poi anche l’airbox lavora in modo differente ed è quindi stato ridisegnato”. In sostanza, il nuovo telaio è stato costruito per adattare la moto al motore con le valvole a molla… ma quando quello con le pneumatiche sarà pronto, si tornerà al telaio precedente, o la HRC ne vorrà costruire un altro, mescolando ancora una volta le carte, rendendo certo non facili le cose ai piloti? In più, Nicky ha svelato il vero, grosso limite che attualmente tarpa le ali alle Honda ufficiali: i consumi. Non essendo ancora a un buon livello il motore con le pneumatiche, in casa HRC hanno evoluto al massimo quello tradizionale, ma i consumi ora sono veramente alti, forse troppo. “Già l’anno scorso eravamo al limite – ha ammesso Nicky – e in effetti in diverse gare sono rimasto senza benzina subito dopo il traguardo. Accadesse questa cosa anche quest’anno, mi starebbe bene: sarebbe già tanto non veder calare la potenza giro dopo giro, per via del sistema che gestisce i consumi in gara. Attualmente, quello dei consumi è il nostro limite più grosso: non avessimo questi problemi, potremmo fare molto di più. In gara siamo sempre ‘border line’: mi immagino il mio capotecnico che fuma nervosamente al muretto box, ansioso di sapere se arriverò al traguardo o no…”.
