Alla vigilia del secondo Gran Premio della stagione, dopo il deludente quinto posto dell’esordio a Losail, Valentino Rossi si confessa in un’intervista al giornale spagnolo “Solo Moto”. .
Tutti le ricordano che ormai lei ha 29 anni
«Sì, è vero. Molti desiderano che io mi faccia vecchio in fretta, ma dovranno aspettare ancora un poco, perché io continuo a essere molto veloce e per me vincere è una priorità»
L’anno scorso lei ha detto che “se è difficile essere Valentino quando vince, quando non vince lo è molto di più”. Che intendeva dire?
«Non vincere costa molto caro. Quando vinco sono più tranquillo, più rilassato, più sereno. Quando non vinco, sono sempre un po’ arrabbiato e diventa molto più dura essere il Rossi che mi piace essere. In più, vincere ti dà la sensazione di avere fatto un buon lavoro. Quando sei sulla cresta dell’onda per tanti anni e vinci tanto quanto ho vinto io, tutti aspettano che tu perda. È una cosa di cui mi sono reso conto soprattutto l’anno scorso. È un po’ difficile. Non voglio dire che è difficile da accettare, però diciamo che è stato un po’ triste… Diciamo che è normale».
Come ha affrontato i problemi personali che ha avuto?
«Ho risolto tutti i miei problemi. Ho ottenuto quello che volevo, cioè tornare in Italia. Sono meno ricco, ma sto bene, sono contento, soprattutto lavoro con gente che mi piace di più».
La spaventa non vincere?
«Vincere quest’anno è molto, molto importante, però sarà difficile. Ho degli avversari molto forti e molto combattivi. Agguerriti. L’importante è avere la possibilità e le condizioni per provarci, per lottare, per vincere le gare e per restare qui. Poi vedremo quello che succede»
Il suo contratto con la Yamaha scade nel 2008. Rimarrà con i giapponesi o pensa di cambiare squadra?
«È difficile dirlo. Cominceremo a parlarne quando arriva l’estate, più o meno».
Lei ha sempre detto di ammirare Pedrosa. Perché non ha ancora vinto un titolo in MotoGp, quando ci sono riusciti Hayden e Stoner?
«Ero un suo fan quando correva in 125 e 250, perché mi piaceva il suo modo di guidare. Poi siamo diventati rivali e quindi non posso essere un suo ammiratore. Credo abbia avuto un po’ di sfortuna. Nel 2006 non era pronto per vincere, nel 2007 la differenza tra Bridgestone e Michelin era troppo grande. Quest’anno sarà un po’ difficile per lui, anche se credo che sia uno dei più forti di tutti».
Qual è il suo maggior avversario, Pedrosa o Lorenzo?
«Credo che alla fine dell’anno sarà Pedrosa, però in questo momento il mio avversario maggiore è Lorenzo, perché è mio compagno di squadra e corre con la mia stessa moto. Di fatto, tra tutti è lui il mio primo avversario».
È vero che Jerez è la sua seconda casa?
«Sì, è vero. Per me Jerez è fantastica. La pista è bellissima e, in più, nel sud della Spagna si sta davvero bene. È come l’Italia vent’anni fa. Tutto è molto più tranquillo, non hai pressioni. Per me la qualità della vita a Jerez è molto buona».
Lo dice per ingraziarsi gli spagnoli?
«No, per me la Spagna è l’unico posto in cui sto bene come in Italia. Passo molto tempo a Ibiza e ho pensato un sacco di volte di andarmene a vivere a Barcellona, a Valencia, perché sono due città molto animate. Però il problema è che in Spagna mi riconoscono come in Italia. Quindi sarà un po’ difficile che accada».
