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Per Capirossi bisogna eliminare l’elettronica nella MotoGp

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Loris Capirossi lo fa sapere da tempo, ma ora torna alla carica. E’ contrario agli aiuti dell’elettronica in MotoGP e suggerisce nel “congelamento” dello sviluppo, la sua ricetta per fermare quella che secondo lui sta diventando una preoccupante deriva dello spettacolo.
“Entro cinque anni, di questo passo la MotoGP non sarà più divertente per niente”.
Il pensiero di Capirossi è tornato a farsi sentire con Carmelo Ezpeleta, chairman di Dorna, la società che gestisce i diritti del motomondiale, che ha voluto fare con i piloti un giro d’opinione sui correttivi e le migliorie da apportare al mondiale dei prototipi.
Capirossi ha detto “Abbiamo parlato molto degli aiuti, della tecnologia che senza dubbio rende le nostre moto più sicure, ma credo anche che vada considerata quella sofferenza di spettacolo che è inarrestabile e preoccupante. Non derapiamo più – aggiunge Capirossi – e credo che si possa solo peggiorare. La MotoGP è il top del motociclismo mondiale , è la categoria in cui i piloti dovrebbero essere messi in condizione di far vedere le loro abilità e il loro coraggio. Se non congeliamo ora lo sviluppo dell’elettronica poi sarà troppo tardi. E il peggio accadrà entro cinque anni”.
Ora si tratta di capire se Ezpeleta deciderà di recepire il messaggio di Capirossi e in che misura. Se portarlo al tavolo della Federazione Internazionale che ha già in programma una discussione sull’evoluzione dell’elettronica. Il fatto che la sicurezza sia aumentata potrebbe bastare a fermare il discorso sul nascere, anche se è indubbio che la guida spericolata delle vecchie 500 o delle MotoGP dell’era 1000 cc fosse più spettacolare da vedere oltre a richiedere tempi di adattamento più lunghi e sensibilità più sviluppate.
Per i piloti della nuova generazione l’elettronica non è un problema, ma la filosofia dell’imolese trova proseliti sia tra i veterani sia a livello istituzionale.

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