La Ducati? È stata presuntuosa a pensare che prendendo un altro pilota al fianco di Stoner, questo non avrebbe riscontrato i problemi che ho avuto io. Parole di Loris Capirossi, che non vuole fare polemica ma ci tiene a ribadire un concetto espresso più volte di recente. Ossia, che la Desmosedici 800 va guidata in un modo tutto particolare, e che per il momento soltanto Stoner vi riesce.
“L’anno scorso ho ribadito più volte i miei problemi, ma loro giustamente hanno seguito le direttive di Casey, dato che vinceva, e io no. Però loro secondo me hanno avuto un pizzico di presunzione pensando che cambiando pilota i problemi si sarebbero risolti. Questo lo dico con amicizia, senza fare polemica, anche perché credo che loro la pensassero proprio così. Invece, anche con Melandri hanno riscontrato gli stessi problemi che ho avuto io”.
A Phillip Island però arrivasti secondo, vicino a Casey. Perché in quel caso andasti così forte?
“Quella di Phillip Island in effetti è stata l’unica gara bella dell’anno scorso: avrei potuto vincere, alla fine sono andato a prendere Casey. Il fatto è che a Phillip Island la Ducati quasi gira da sola: è una moto che ama i curvoni veloci, non ci sono tantissime curve da dove si riparte praticamente da zero, e quindi il motore diventava più facile da guidare. Casey ha una guida particolarissima: cosa succede se vedi il tuo compagno di squadra andare più forte? Freni più tardi, apri prima il gas… ma così facendo con quella moto vai più piano, non c’è niente da fare. L’anno scorso non sono mai riuscito a guidarla come va guidata, e infatti anche se ho vinto un GP, ho fatto un secondo e due terzi posti, anche in quelle occasioni non mi sono divertito a guidare”.
