Centoventiquattro giorni dopo la fine del mondiale 2007 a Valencia, la MotoGP torna in azione in Qatar, dove si correrà di notte per la prima volta nelle storia della serie e, dato che le gare sono quasi esattamente nella stesse date dell’anno scorso, in questo fine settimana ricorre il primo anniversario della vittoria di Casey e della sua Ducati Bridgestone.
In questa stagione Bridgestone schiera undici piloti divisi in sei squadre, tra i quali Valentino Rossi, sicuramente la figura di più alto profilo tra i nuovi arrivi, che comprendono anche Alex De Angelis del Team San Carlo Gresini in arrivo dalla 250 e Sylvain Guintoli nel team Alice Ducati.
Loris Capirossi, John Hopkins, Marco Melandri e Toni Elias hanno cambiato squadra ma non le gomme mentre un gradito ritorno è quello di Shinya Nakano, già pilota Bridgestone dal 2004 al 2006
Sono rimaste invece immutate le cose per il campione del mondo Casey Stoner ed i suoi compatrioti Anthony West e Chris Vermeulen.
Tutti hanno partecipato ai due giorni di test in notturna della scorsa settimana che hanno dato modo ai tecnici Bridgestone di capire meglio le condizioni della pista con le fredde temperature notturne, che si andranno a trovare anche il prossimo week-end di gara.
Hiroshi Yamada è il manager della Bridgestone Motorsport Motorcycle Sport Unit, l’uomo che ha convinto la Ducati ad accettare di correre con le gomme giapponesi. Quello che ha trattato il passaggio di Valentino Rossi dai rivali francesi. In poche parole, la persona più adatta a dare delle risposte.
Come si è preparata Bridgestone per il prossimo GP?
“Dopo la lunga pausa invernale e le centinaia di giri percorsi nei test di questi mesi, siamo tutti ansiosi di tornare alle gare. Sin da quando siamo venuti per la prima volta in Qatar nel 2004 abbiamo lavorato duramente per migliorare le prestazioni delle nostre gomme su questa pista e l’anno scorso abbiamo ottenuto un grande successo, grazie a Casey e alla forza del pacchetto pilota-moto-gomme. Quest’anno affrontiamo una sfida completamente diversa perché andremo a trovare temperature di oltre 20°C inferiori a quelle del 2007”
In che direzione ha lavorato esattamente Bridgestone per prepararsi a queste condizioni inusuali?
“In base alle previsioni meteo e all’esperienza della scorsa settimana, ci aspettiamo una temperatura dell’asfalto di circa 15°C il che significa che dovremo usare mescole più morbide rispetto all’anno scorso. Tuttavia dobbiamo ammettere che i test della scorsa settimana non sono stati positivi come quelli su altre piste, come Sepang e Phillip Island, quindi è evidente che abbiamo ancora molto da fare per questa pista”.
Aspettative per la stagione?
“I nostri ingegneri hanno lavorato moltissimo durante l’inverno e noi pensiamo che le prestazioni delle nostre gomme siano cresciute molto. Chiaramente il punto però non è questo, ma quanto siamo competitivi rispetto ai nostri avversari. E’ una cosa difficile da valutare basandoci sui test invernali perché i parametri cambiano continuamente con i team che sviluppano le moto e i gommisti che provano nello stesso tempo tutti i tipi di gomme, anteriori, posteriori, da gara e da qualifica. Persino dopo il prossimo week-end penso che non avremo delle indicazioni definitive sia perché il circuito di Losail è abbastanza particolare, sia ovviamente perché si corre di notte. In ogni caso sono sicuro che i nostri avversari si sono ripresi benissimo da una stagione difficile e che saranno competitivi fin da subito”.
E’ difficile per Bridgestone supportare 5 Case diverse, sei squadre e 11 piloti?
“Siamo orgogliosi di avere uno schieramento di squadre e piloti così forte e di essere i fornitori di tutte e cinque le Case presenti in MotoGP. Chiaramente adesso ci saranno aspettative ancora maggiori su di noi perché l’anno scorso abbiamo provato di poter vincere, e questo rimane il nostro obiettivo anche se, con un confronto così serrato, non c’è nulla di garantito. Nessuno può metterci maggior pressione di quanta ce ne mettiamo noi stessi perché è proprio la ricerca del successo che ci spinge a portare avanti lo sviluppo”.
