Tutto capovolto, la notte come il giorno. A scorrere la lista dei tempi delle prove delle MotoGP, sotto i lampioni di Losail si direbbe che la Michelin ha trovato il modo di riemergere dopo un anno passato a guardare le scie lasciate dalla Bridgestone davanti. Il tutto senza dimenticare che questo avviene proprio nei giorni dell’abbandono, nei giorni in cui Valentino Rossi si prepara ad affrontare il mondiale come le Bridgestone sulla sua Yamaha. Insomma un motto d’orgoglio, un colpo di reni dei francesi per piazzare quattro moto ai primi posti delle prove notturne in Qatar e soprattutto Jorge Lorenzo il compagno di squadra di Valentino davanti con Rossi solo decimo.
Tutto vero, ma basta raschiare lo smalto per capire che ci sono molti “ma”, molte attenuanti e spiegazioni nascoste che sfuggono al solo esame dei tempi migliori.
Innanzitutto basta dare un occhio alla Ducati, a Stoner in particolare. Il campione del mondo dopo essere stato il migliore giovedì si è concentrato soprattutto sul passo da gara, risultando impressionante per costanza e velocità. Casey sembra ancor più cannibale dello scorso anno. I mondiali si vincono in gara questo il ragionamento, che non fa una piega, dei box Ducati. Considerato tutto Stoner è ancora il migliore dei gommati Bridgestone e rimane a solo mezzo secondo dalla prima fila virtuale. Insomma nessuno si stupirebbe se domenica prossima al via del Qatar ci fossero tre Michelin davanti ma nessuno si stupirebbe ugualmente se in cima al podio ci fosse di nuovo la Ducati numero 1. A Borgo Panigale analizzeranno anche le prestazioni sul giro secco ma senza preoccuparsi troppo di condizioni particolari e irripetibili. Le basse temperature della notte nel deserto, la pista poco gommata e sporca sono situazioni che non si ripeteranno da Jerez in poi.
Leggermente differente il discorso relativo all’altra metà del box Yamaha, a Rossi staccato di quasi due secondi da Lorenzo. C’è da precisare che il punto di riferimento per il clan di Vale non è lo spagnolo ma Stoner e qui il distacco scende a otto decimi. Abbastanza per mettersi sotto ad analizzare gomme e telemetria, non abbastanza per allarmarsi a meno 7 dal via. I problemi per Rossi sono arrivati nei giorni precedenti, quando è stata scelta una strada sbagliata per assetti e gomme. Una volta cambiata rotta il tempo non permetteva di concentrarsi troppo sulle gomme da qualifica. Le possibili preoccupazioni non riguardano quindi il confronto tra gommisti giapponesi e francesi ma le prestazioni velocistiche delle Ducati, in particolare in uscita di curva. Il divario con Stoner è stato in qualche modo ridotto, non abbastanza per pensare di usare il polso destro di Vale per scappar via ma da qui a domenica nove marzo ci sono prove, chilometri e tante viti da regolare. Solo a warm-up finito ci sarà spazio per il panico.
