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Qatar test in notturna finali: Lorenzo giorno, Rossi notte

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Jorge Lorenzo primo, James Toseland secondo, staccato di soli 40 millesimi dal maiorchino. La lotta per la “pole position” virtuale del GP del Qatar in notturna, che si terrà tra soli 10 giorni sul tracciato di Losail sotto le luci artificiali, è stato un affare tra due Yamaha gommate Michelin, mentre Rossi, con la M1 gommata Bridgestone, non è andato oltre la decima piazza.
Un segnale importante, che lascia intuire come le gomme del Bibendum siano attualmente superiori alle rivali giapponesi, non solo per quanto riguarda le coperture da qualifica, ma anche con quelle da gara. Stoner ci mette una pezza, con il quinto tempo, preceduto anche dalla Honda satellite del team LCR di Randy De Puniet, ottimo terzo, e dall’altra Yamaha del team Tech3 (rinato dopo le ultime due buie stagioni) di Colin Edwards.
Poi, altre due Michelin, con Dovizioso sesto e Hayden settimo. Rossi, come detto, ha chiuso la due giorni sotto i riflettori in decima posizione, staccato dal compagno debuttante di oltre due secondi. Un’eternità. Così, è stato proprio il primo test in notturna della storia della MotoGp a fare luce su uno degli interrogativi più interessanti della stagione alle porte, ossia: avrà fatto bene Vale a passare dai francesi di Clermont-Ferrand alla Bridgestone? La risposta, per il momento, pare essere negativa, viste le performance del Bibendum sulla M1, in condizioni che tra l’altro fino a poco tempo fa erano la bestia nera della Michelin, ossia le basse temperature. Lorenzo, oltre al giro veloce, siglato all’ultimo dei suoi 73 giri, ha anche completato una simulazione di 22 giri girando spesso sul piede di 1’56″ basso, mentre Rossi, che ha comunque svolto mirato di non più di 6-7 giri consecutivi, ha tenuto un ritmo più vicino al 1’56″ alto.
Stoner, dopo la prestazione mostruose di ieri che aveva messo in allarme l’intero paddock, non è stato da meno oggi, risultando di fatto ancora una volta il più veloce in configurazione gara, capace di scendere più volte in tranquillità sotto il muro del minuto e 56.
“Avevamo da provare solo poche cose e sono contento perché abbiamo usato due moto con configurazione diversa ma entrambe vanno bene – ha detto l’australiano – La prossima settimana nelle prove sceglieremo quale configurazione usare in gara. Sono anche molto soddisfatto delle gomme da gara, mentre con quelle da qualifica si può migliorare. In ogni caso non mi preoccupo perché non sono certo queste ultime le gomme più importanti di un week-end di gara. Stasera sono anche scivolato in ingresso alla curva 2, ma per fortuna non mi sono fatto nulla di grave. Però penso che in “safety commission” dovremo parlare delle dimensioni della ghiaia nelle vie di fuga: qui, come a Jerez, non c’è ghiaia ma delle vere e proprie pietre, troppo grandi, che fanno male anche con una semplice scivolata. Adesso qualche giorno di relax dopo mesi di test, poi finalmente si andrà in gara: siamo messi bene e non vedo l’ora di iniziare!”
“Era appena entrato con gomme da gara e stava girando forte, ci sta”, ha commentato Livio Suppo riguardo la scivolata di Casey. Poco prima l’australiano aveva tentato di migliorare il suo tempo di ieri utilizzando pneumatici da tempo, senza riuscirci.
Relativamente alle condizioni ambientali Carlo Pernat, manager di Capirex (incappato in una scivolata senza conseguenze così come John Hopkins) è stato categorico: “Fa troppo freddo, i gommisti sono tutti preoccupati: questa gara andava fatta più avanti. Speriamo bene”.
Se ieri a terra era finito soltanto Anthony West, oggi sono caduti anche Melandri, Guintoli, De Angelis e Nakano.

I tempi finali

1. Jorge Lorenzo (Fiat Yamaha) – 1.54.552 al 29° (58)
2. James Toseland (Yamaha Tech3) – 1.54.592 al 34° (giri 47)
3. Randy De Puniet (Honda LCR) – 1.54.973 al 69° (72)
4. Colin Edwards (Yamaha Tech3) – 1.55.464 al 36° (48)
5. Casey Stoner (Ducati Marlboro) – 1.55.485 al 28° (28)
6. Andrea Dovizioso (Honda JiR Scot) – 1.55.550 al 20° (53)
7. Nicky Hayden (Repsol Honda) – 1.55.674 al 41° (77)
8. Chris Vermeulen (Rizla Suzuki) – 1.56.119 al 59° (59)
9. Alex De Angelis (Honda San Carlo) – 1.56.249 al 45° (47)
10. Valentino Rossi (Fiat Yamaha) – 1.56.256 al 26° (68)
11. Loris Capirossi (Rizla Suzuki) – 1.56.450 al 30° (48)
12. John Hopkins (Kawasaki Monster) – 1.56.612 al 27° (38)
13. Dani Pedrosa (Repsol Honda) – 1.56.704 al 38° (58)
14. Shinya Nakano (Honda San Carlo) – 1.56.792 al 50° (64)
15. Marco Melandri (Ducati Marlboro) – 1.56.902 al 35° (55)
16. Toni Elias (Alice Ducati) – 1.56.986 al 42° (50)
17. Sylvain Guintoli (Alice Ducati) – 1.57.055 al 24° (45)
18. Anthony West (Kawasaki Monster) – 1.57.459 al 30° (44)

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